Vincitrice del Parliamentary Jazz Vocalist of the Year, la stella di Emma Smith è in continua ascesa. Con un’esperienza vasta e variegata che la vede esibirsi ovunque, dalla Royal Albert Hall di Londra ai più importanti jazz club del mondo, non sorprende che i suoi concerti stiano rapidamente diventando tra i più richiesti in città. Ha collaborato con artisti del calibro di Michael Bublé, The Quincy Jones Orchestra, Jeff Goldblum e il quintetto di Jeremy Pelt / Wayne Escoffery. Nel corso del tempo, si è costruita una solida reputazione come artista potente ed espressiva nella scena jazz internazionale, coltivando una fanbase fedele che torna concerto dopo concerto.
Emma vanta numerosi riconoscimenti, tra cui il grande successo del suo storico gruppo vocale, The Puppini Sisters, e un’esperienza di quattro anni come speaker su BBC Radio 3. Fa inoltre parte dell’acclamato gruppo itinerante del suo club di riferimento, i Ronnie Scott’s All Stars. Dopo un trionfale tour con il supergruppo americano Postmodern Jukebox, la sua carriera continua a decollare, con esperti del settore che la indicano come una delle voci più entusiasmanti del jazz contemporaneo.
Cresciuta in una famiglia di musicisti jazz, era inevitabile che Emma sviluppasse una passione per questo genere gioioso e swingante. Con una madre sassofonista e un padre trombettista e compositore, è stata immersa fin da piccola tra accordi jazz, dischi bebop e armonie vocali a tre parti. Tuttavia, Emma indica come sua più grande influenza il nonno: un trombonista dell’East End che iniziò nelle bande dell’esercito britannico e raggiunse la notorietà suonando con leggende come Sammy Davis Jr., Oscar Peterson, Barbra Streisand e Frank Sinatra. Emma racconta: “Non saltava mai un giorno di pratica. Mi ha insegnato che vali quanto la tua ultima esibizione. Ho fatto mia la sua etica del lavoro, la sua adorazione ingenua per la musica, la profonda gratitudine per la vita che mi offre e un’ambizione senza limiti.”
Questa dedizione ha dato i suoi frutti. Negli ultimi anni, Emma ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti sia dalla critica sia dalle istituzioni, tra cui l’essere una delle sole due cantanti ad aver ricevuto la Worshipful Company of Musicians Medal, l’accesso alle finali del Montreux Jazz Competition e il titolo di Jazz Act of the Year ai Jools Holland Boisdale Music Awards 2024, in competizione con Ezra Collective, Courtney Pine e Nubya Garcia. È stata inoltre nominata ai Parliamentary Jazz Awards come Jazz Vocalist of the Year nel 2022 e nel 2023, per poi vincere il titolo nel 2024. Negli Stati Uniti, è arrivata tra i cinque finalisti della 12ª edizione del Sarah Vaughan International Jazz Vocal Competition, selezionata tra oltre 280 candidature provenienti da 37 Paesi, risultando l’unica cantante non residente negli USA in gara.
L’ascesa di Emma è stata ulteriormente consolidata dal successo della sua produzione in studio, che la presenta come una cantante jazz poliedrica, arrangiatrice e autrice tradizionale dotata di straordinarie capacità vocali. Il suo album solista Meshuga Baby è stato acclamato come un lavoro rivelazione, accumulando milioni di ascolti e ricevendo un ampio supporto radiofonico da Jamie Cullum (BBC Radio 2), Cerys Matthews (BBC 6 Music), TSF Jazz e Jazz FM.